salute e sicurezza sul lavoro

La salute e sicurezza sul lavoro

Il 2021 è iniziato con un aumento delle denunce di infortunio sul lavoro presentate all’Inail, che sono aumentate di quasi 12 mila casi (+5,7%) rispetto ai primi cinque mesi del 2020.

Questo è certamente un dato allarmante. La sicurezza sul lavoro deve essere il primo impegno che chiunque, istituzioni, aziende, lavoratori, devono avere a mente durante qualsiasi attività lavorativa.

In Italia, il sistema istituzionale della sicurezza e della salute sul lavoro è una competenza del Ministero del Lavoro e della Salute. La tutela della salute e sicurezza dei lavoratori è garantita dal Decreto Legislativo del 9 aprile 2008, n° 81, meglio noto come “Testo Unico per la Sicurezza del Lavoro”.

Questo provvedimento normativo ha visto la luce per riordinare e coordinare, in un unico testo, tutte le norme in materia di salute e di sicurezza dei lavoratori nel luogo di lavoro vigenti in Italia.

Quando si parla di sicurezza sul lavoro si fa riferimento all’insieme di misure, provvedimenti, valutazioni e monitoraggi che bisogna mettere in atto all’interno dei luoghi di lavoro per tutelare la salute, l’integrità e il benessere psico-fisico dei lavoratori, proteggendoli dai rischi presenti.

Chi è un lavoratore?

Un lavoratore è qualsiasi persona, indipendentemente dalla tipologia di contratto, che svolge un’attività lavorativa nell’ambito dell’organizzazione del datore di lavoro pubblico o privato, anche senza retribuzione, e anche al solo scopo di apprendere un mestiere, un’arte o una professione, ma fatta eccezione per gli addetti ai servizi domestici e familiari. 

Quali sono gli obiettivi di questa normativa?

  • la prevenzione, cioè le misure previste per evitare che si verifichi un evento dannoso
  • la protezione, cioè le misure previste per limitare le conseguenze di un evento dannoso che si verifica

monitorare questi due obiettivi può favorire la riduzione, talvolta l’eliminazione, di tutti quei fattori di rischio che possono provocare incidenti e infortuni oppure malattie professionali per i lavoratori.

Su quali principi si basa la tutela della salute del lavoratore?

Il decreto invita a individuare tutti i rischi pe la salute e la sicurezza presenti sul luogo di lavoro, intervenendo preventivamente per eliminarli o ridurli al minimo accettabile. Tra gli strumenti di prevenzione e controllo, trovano particolare attenzione l’informazione e la formazione dei lavoratori sulle tematiche della sicurezza sul lavoro. Devono essere, inoltre, garantiti controlli sanitari periodici dei lavoratori.

Chi deve vigilare sulla corretta applicazione delle misure di sicurezza?

Il datore di lavoro ha il compito, peraltro non delegabile, di vigilare sull’effettiva efficacia ed applicazione di tali misure.

Quando scatta l’obbligo dell’applicazione delle misure di sicurezza?

L’obbligo è applicato in tutte le aziende in cui sia presente almeno un dipendente.

Qual è il fine della formazione continua?

Tutti i lavoratori sono obbligati a frequentare appositi corsi di formazione sulla sicurezza sul lavoro e, in alcuni casi, le sessioni di addestramento. Periodicamente, gli stessi lavoratori dovranno frequentare opportuni corsi di aggiornamento.

Alla Asl e all’Ispettorato del lavoro spettano compiti ispettivi e di vigilanza, durante i quali valutano le misure di sicurezza adottate e poste in essere. Laddove dovessero emergere carenze in materia, possono erogare pesanti sanzioni che vanno da una multa in denaro fino, nei casi più gravi, all’arresto e alla detenzione.

La formazione dei lavoratori è sempre obbligatoria?

La formazione dei lavoratori in materia di salute e sicurezza è sempre obbligatoria in ogni azienda di qualsiasi settore in cui sia presente almeno un lavoratore.

La formazione sulla salute e sicurezza del lavoro deve essere organizzata ed erogata in conformità ai requisiti previsti dal D. Lgs. 81/08 e, nello specifico, dall’Accordo Stato Regioni del 21/12/11.

Ogni lavoratore neo assunto deve ricevere un’informazione e una formazione sui rischi e sulle misure di sicurezza prima di essere adibito alla sua mansione e la sua formazione deve essere completata entro 60 giorni dalla data di assunzione. Durante questo periodo di apprendimento, il lavoratore neo assunto dovrà essere affiancato da un collega esperto o da un preposto. Lo stesso obbligo di formazione e affiancamento vale per quei lavoratori che cambiano mansione.

Quale formazione è obbligatoria?

L’Accordo Stato Regioni del 21/12/11 chiarisce che la formazione obbligatoria in materia di salute e sicurezza è costituita da due moduli:

  • un modulo di formazione generale sulla sicurezza, di durata non inferiore a 4 ore
  • un modulo di formazione specifica che analizza le procedure di lavoro e i rischi correlati, anche in situazioni di emergenza.

La formazione specifica ha i seguenti indirizzi, ognuno delle quali ha una durata minima specifica:

  • 4 ore per aziende ricadenti nella classificazione rischio basso
  • 8 ore per aziende ricadenti nel rischio medio
  • 12 ore per aziende ricadenti nel rischio alto

A questa formazione di base dovrà, se necessario, aggiungersi qualsiasi altra formazione indicata nell’Accordo Stato Regioni del 22/02/2012, per esempio riferibile all’uso di attrezzature specifiche quali piattaforme aeree, apparecchi di sollevamento, carrelli elevatori e quant’altro.

Parte di questa formazione può essere svolta in modalità e-learning, ovvero la formazione generale e la formazione specifica di rischio basso.

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